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La flotta nemica già entrava nel porto
di Cadice ed occupava i territori spagnoli meridionali,
mentre Carlo d'Asburgo si faceva proclamare
in Madrid Carlo III Re di Spagna.

Filippo V |
Nel
1709 perfino Luigi XIV iniziò ad
abbandonare il nipote al suo destino,
ma Filippo, sorretto anche dalla fedeltà
della moglie e della Orsini e dai castigliani,
seppe trovare la forza interiore di resistere,
di continuare a combattere per il suo
Trono. Alla fine anche il nonno tornò
ad aiutarlo attivamente.
Ma lo aiutò anche il fatto che
nel frattempo, essendo morto a Vienna
l'Imperatore Leopoldo, e quindi anche
l'Imperatore Giuseppe I suo primogenito
- quest'ultimo senza eredi - la Corona
imperiale passò proprio a Carlo
d'Asburgo, che assunse il titolo di Carlo
VI Imperatore. A questo punto, le potenze
che fin qui lo avevano appoggiato contro
Filippo iniziarono a tirarsi indietro:
infatti, se Carlo VI avesse ottenuto anche
il Regno di Spagna con i suoi domini,
si sarebbe ricreata la situazione di Carlo
V: e questo Luigi XIV non lo avrebbe mai
permesso, a costo della guerra totale
in Europa; e comunque era una prospettiva
che non piaceva a nessuno. |
La
guerra durò fino al 1712 quando ebbero
inizio le trattative per la pace e, messo con
le spalle al muro, Filippo V dovette optare
fra eventuali diritti alla successione in Francia
e al mantenimento dei territori italiani da
una parte e il Regno di Spagna dall'altra con
la rinuncia dei domini italiani a favore dell'Impero
(in tal maniera, il Vicereame di Napoli e Sicilia
tornò di nuovo agli Asburgo, questa volta
al ramo austriaco).
Gli eredi della monarchia francese si impegnavano
dal canto loro a rinunciare a qualsiasi pretesa
sulla Spagna, e con il Trattato di Utrecht del
1713, sottoscritto da Francia, Gran Bretagna,
Spagna, Portogallo, Prussia e Savoia, Filippo
V veniva riconosciuto fondatore della dinastia
dei Borbone di Spagna; ma con la chiara condizione
della rinuncia ad ogni diritto sulla Corona
francese e d'altro canto con la rinuncia da
parte del ramo principale di Francia a qualsivoglia
diritto sulla Corona spagnola.
In tal maniera, ora la Casa Borbone regna sovrana
su due Corone distinte: quella francese con
il Re Sole (ancora vivo per poco; nel 1715 morì
e divenne Re il piccolo Luigi XV, pronipote
del Re, sotto la reggenza del Duca d'Orléans),
e quella spagnola, con Filippo V.
Nel febbraio del 1714 la Regina Maria Luisa
Gabriella moriva; un anno dopo il Re sposava
Elisabetta Farnese, erede del Ducato di Parma
e Piacenza, donna intelligente e capace della
prima moglie. Stanco della lunga sottomissione
a Luigi XIV, Filippo V, malfermo in salute e
soggetto a crisi depressive, finì con
l'affidare completamente alla consorte e al
cardinale Giulio Alberoni, uomo di grande ingegno,
le cure dello Stato.
All'influenza francese a Corte si sostituì
l'influenza italiana: così commenta Nino
Cortese curatore della voce "Filippo V"
nell'"Enciclopedia Italiana": «E
fu epoca di riscossa, ché la Spagna mosse
allora alla riconquista di una parte delle sue
antiche posizioni perdute in Europa».
Infatti, come vedremo in seguito, Elisabetta
Farnese sarà capace di assicurare, con
una decennale politica, il Regno di Napoli e
il Ducato di Parma e Piacenza ai suoi due figli.
Nel frattempo, nel gennaio 1724 Filippo V abdicò
a favore del figlio Principe delle Asturie,
nato sedici anni prima da Maria Luisa Gabriella,
e che già sposo di Elisabetta di Montpensier,
figlia del Duca d'Orléans, fu incoronato
Luigi I Re di Spagna. Colpito dal vaiolo, il
giovane sovrano restituì la corona al
padre morendo pochi mesi dopo, e suo malgrado
Filippo dovette tornare ad occuparsi del Regno.
Ma in realtà ora era Elisabetta la vera
protagonista, ed il suo scopo uno solo e preciso:
assicurare ai figli il governo degli Stati italiani.
Filippo morì nel 1746. Gli successe al
Trono l'altro figlio avuto dalla prima moglie,
Ferdinando VI, senza eredi, e poi nel 1759 Carlo
figlio di Elisabetta, già Re di Napoli,
con il nome di Carlo III, che garantì
la successione del ramo spagnolo della Casa
Borbone alla Corona di Spagna.
Il capolavoro di Elisabetta
Farnese: un altro
Trono e un Ducato per i Borbone

Elisabetta
Farnese |
Fu
il cardinale Alberoni a combinare nel
1714 il matrimonio fra il vedovo Filippo
V ed Elisabetta Farnese, nata a Parma
nel 1692 (morirà a Madrid nel 1766).
Elisabetta dimostrò subito di che
pasta era fatta licenziando coraggiosamente
la Orsini ed appoggiandosi all'Alberoni.
Diede a Filippo tre maschi (uno divenne
arcivescovo di Toledo) e una femmina,
e tutta la sua fine politica di Regina
fu segnata dalla volontà ferrea
di assicurare ai figli il Trono (per quello
di Spagna vi era il problema che erede
era Ferdinando, il figlio di primo letto
del Re, e quindi Elisabetta pensò
sempre alla riconquista di Napoli) e i
Ducati di Parma e Piacenza (di cui lei
era erede per l'estinzione della casa
Farnese col Duca Antonio, che morirà
nel 1731).
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La Guerra di Successione
Spagnola era terminata dopo quattordici anni di
lotte con i trattati di Utrecht del 13 luglio
1713 e di Rastadt del 7 marzo 1714, firmati con
questa finalità: "conservandum
in Europa equilibrium". |