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Ma cosa ci si poteva aspettare di diverso? Il
7 febbraio il cardinale disponeva di 7 uomini;
due mesi dopo erano decine di migliaia di volontari
accorsi da ogni parte del Regno: è chiaro che
fra essi vi fossero anche elementi non raccomandabili.
Ma non erano "il nerbo" dell'Armata della Santa
Fede! Questo era composto da nobili, contadini,
borghesi, ufficiali, finanche preti, pronti
ad abbandonare famiglia, ricchezze, lavoro,
case, chiese, per andare a combattere il giacobinismo
al seguito di un cardinale.

Il Marchese
Vito Nunziante |
Ciò
che non si vuole ammettere di tutta questa
storia (e per tal ragione si tende a sottolineare
sempre solo l'aspetto delle violenze,
quelle vere e quelle inventate), è la
motivazione reale che spinse la stragrande
maggioranza della popolazione del Regno
ad aderire - in via diretta o indiretta
- al sanfedismo: vale a dire, semplicemente,
il netto ed anche violento rifiuto del
giacobinismo e dei suoi ideali rivoluzionari:
e quindi la fedeltà alla causa cattolica
e borbonica. Questo è il vero cuore della
questione, ciò che più brucia, ancora
oggi, a duecento anni di distanza. I repubblicani
partenopei saranno stati anche disinteressati
(qualcuno), qualcuno anche coraggioso,
molti fecero poi la fine tragica che conosciamo,
pagando con la vita le proprie idee; questo
nessuno lo può e lo vuole negare. Ma perché,
di contro, si continua a negare che tutto
il Regno era antigiacobino? Che era fedele
ad una concezione tradizionale della Fede
e della Monarchia? |
Solo per fornire qualche minimale esempio, mi
limito a riportare alcuni allucinanti dati di
truci rappresaglie commesse dalle truppe franco-giacobine
contro popolazioni inermi di civili (oltre ai
già ricordati 10.000 morti napoletani nella
sola settimana della rivolta dei lazzari): nel
basso Lazio avvennero le prime feroci stragi
di civili: 1300 persone furono scannate a Isola
Liri e dintorni; Itri e Castelforte, furono
devastate; 1200 persone uccise a Minturno in
gennaio, più altre 800 in aprile; gli abitanti
della cittadina di Castellonorato furono tutti
massacrati; 1500 furono le persone passate a
fil di spada nella sola Isernia, 700 nella zona
di Rieti, 700 a Guardiagrele, 4.000 ad Andria,
2000 a Trani, 3.000 a S. Severo, 800 a Carbonara,
tutta la popolazione a Ceglie, ecc.; ancora
negli anni 1806-'10, nella guerra di Calabria,
ricordiamo 2.200 vittime ad Amantea, 300 a Longobardi,
ecc.
Come è noto, lo stesso generale francese Thiéboult
assomma a 60.000 i civili, si badi, i soli civili,
massacrati dai franco-giacobini nei soli cinque
mesi della Repubblica!
Per concludere, la verità storica dimostra
che le popolazioni italiane, ed in particolare
quelle meridionali, rifiutarono la Rivoluzione
Francese in nome della fedeltà alla civiltà
tradizionale ed ai governi legittimi. Ecco spiegata
l'epopea della Santa Fede. Il popolo era contro
i giacobini, ed era fedele alla monarchia borbonica.
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